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Capire La Differenza Fra Cannabis Cruda E Decarbossilata
5 min

Capire La Differenza Fra Cannabis Cruda E Decarbossilata

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I cannabinoidi sono i composti più conosciuti prodotti dalla pianta di cannabis, ma sapevi che possono essere suddivisi in due categorie principali: acidi e decarbossilati? Scopri tutto quello che c'è da sapere sugli acidi cannabinoidici e sui cannabinoidi decarbossilati e valuta qual è il miglior tipo di cannabis per te.

La cannabis è una pianta complessa che contiene oltre 400 diversi composti chimici attivi. Tra questi, i cannabinoidi sono probabilmente i più conosciuti, ma c’è ancora molto che non sappiamo a proposito dei loro effetti sul nostro organismo.

In questo articolo daremo un’occhiata ai cannabinoidi nella loro forma acida ed ai cannabinoidi decarbossilati, esplorandone le differenze, i benefici, i meccanismi d’azione e molto altro.

Cannabis cruda o decarbossilata: Qual è la differenza?

Cannabis Cruda O Decarbossilata: Qual È La Differenza?

Con il termine “cannabis cruda” indichiamo la materia vegetale della pianta di cannabis che non è stata ancora essiccata e conciata. Può essere ancora viva sulla pianta stessa oppure appena raccolta. L’essiccazione e la concia dei fiori aiuta a prolungarne la durata e a preservarne sapori ed aromi. Se si evitasse il processo di essiccazione e concia, conservando i fiori crudi appena raccolti in un contenitore, si deteriorerebbero in pochi giorni. Questo poiché l’accumulo di umidità all’interno ed intorno ai fiori crea un terreno fertile per batteri e muffe.

Inoltre, il processo di essiccazione e concia aiuta a preparare i fiori di cannabis per il consumo avviando un processo chimico noto come “decarbossilazione”. Questo processo rompe alcuni legami chimici nella resina dei fiori, “attivando” così molti dei cannabinoidi che conferiscono alla cannabis i suoi particolari effetti.

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Una rapida introduzione ai cannabinoidi

Tra gli oltre 100 cannabinoidi contenuti nella pianta di cannabis, i più abbondanti e conosciuti sono THC e CBD, che hanno ricevuto la massima attenzione da parte della ricerca scientifica.

Anche se può sembrare sorprendente, THC, CBD e qualsiasi altro cannabinoide secondario che potresti conoscere (come CBG, CBC, CBN ed altri) non sono naturalmente presenti nelle piante di cannabis vive o crude, ma sono gradualmente sintetizzati a partire dagli acidi cannabinoidici attraverso processi catalizzati da enzimi.

Cosa sono i cannabinoidi grezzi (od acidi)?

Cosa Sono I Cannabinoidi Grezzi (Od Acidi)?

Gli acidi cannabinoidici sono i primi cannabinoidi prodotti dalle piante di cannabis. La biosintesi dei cannabinoidi inizia con il CBGA od acido cannabigerolico. Il CBGA è prodotto nei tricomi delle piante di cannabis in fase di fioritura ed aiuta a regolare la necrosi cellulare e la naturale caduta delle foglie, due processi fondamentali che permettono alla cannabis in fioritura di concentrare la sua energia verso lo sviluppo dei fiori.

Sebbene il CBGA sia stato isolato per la prima volta negli anni ’60 da ricercatori in Israele, non ha mai attirato molta attenzione e pertanto non sappiamo molto sulla funzione di questo composto e su come agisca sugli esseri umani (Hazekamp et al., 2004). Oltre al CBGA, l’altro principale acido cannabinoidico sintetizzato dalle piante di cannabis è il CBGVA od acido cannabigerovarinico, che è stato oggetto di un numero ancora minore di studi.

Quando le piante di cannabis in fiore maturano, sintetizzano CBGA e CBGVA producendo 6 principali acidi cannabinoidici: il CBGA si sintetizza in THCA (acido tetraidrocannabinolico), CBDA (acido cannabidiolico) e CBCA (acido cannabicromenico), mentre il CBGVA si sintetizza in THCVA (acido tetraidrocanabivarinico), CBDVA (acido cannabidivarinico) e CBCVA (acido cannabicromevarinico).

La concentrazione di questi acidi cannabinoidici nei fiori raccolti varia in base alla genetica, al metodo di coltivazione delle piante ed al momento in cui si effettua il raccolto. Infine, quando si essiccano i fiori dopo averli raccolti, i loro acidi cannabinoidici iniziano a decarbossilare lentamente in cannabinoidi non acidi.

Fonti di acidi cannabinoidici

Gli acidi cannabinoidici si trovano tipicamente nelle più alte concentrazioni all’interno dei tricomi presenti su:

  • Fiori di cannabis non maturi (concentrazione massima)
  • Foglioline resinose (media concentrazione)
  • Foglie a ventaglio (concentrazione più bassa)

Alcuni dei modi più diffusi per utilizzare queste parti della pianta viva consistono nell’incorporarle in succhi di frutta freschi, frullati ed insalate.

Cosa sono i cannabinoidi decarbossilati (od attivati)?

Cosa Sono I Cannabinoidi Decarbossilati (Od Attivati)?

I cannabinoidi decarbossilati, od attivati, sono i successori degli acidi cannabinoidici di cui abbiamo parlato in precedenza. Il processo di decarbossilazione necessita di calore per rimuovere un atomo dalle catene di carbonio degli acidi cannabinoidici, trasformandoli nelle loro controparti non acide. Durante la decarbossilazione:

  • CBCA diventa CBC
  • CBCVA diventa CBCV
  • CBDA diventa CBD
  • CBDVA diventa CBDV
  • CBGA diventa CBG
  • THCA diventa THC
  • THCVA diventa THCV

Il processo di decarbossilazione avviene naturalmente e molto gradualmente durante il processo di essiccazione e concia. Tuttavia, la maggior parte della decarbossilazione si verifica quando fumiamo, vaporizziamo o cuciniamo la cannabis per utilizzarla. Quando il calore di un accendino, di un vaporizzatore, di un forno o di un fornello penetra nei fiori, si rompono le catene di carbonio degli acidi cannabinoidici, alterandone la struttura chimica e rilasciando CO₂ sotto forma di fumo o vapore.

Fonti di cannabinoidi attivati

I cannabinoidi decarbossilati non sono naturalmente presenti nelle piante di cannabis vive, ma vengono sintetizzati quando noi:

  • Fumiamo o vaporizziamo fiori di cannabis essiccati
  • Cuciniamo con la cannabis
  • Trasformiamo i fiori essiccati in estratti o concentrati

Cannabinoidi in forma acida o decarbossilati: Quali sono i migliori?

Cannabinoidi In Forma Acida O Decarbossilati: Quali Sono I Migliori?

Il fatto che tu preferisca gli acidi cannabinoidici oppure quelli attivati tramite decarbossilazione dipende in gran parte dal motivo per cui usi la cannabis. Se il tuo obiettivo principale è sballarti o rilassarti, i cannabinoidi decarbossilati, in particolare il THC, sono quello che ti serve. Il THC ha un’elevata affinità per i recettori CB1, componenti chiave del sistema endocannabinoide umano. Legandosi a questi recettori, il THC produce il tipico sballo della cannabis. Nessun altro cannabinoide di derivazione vegetale (decarbossilato od acido) possiede un’affinità così elevata per i recettori CB1, motivo per cui il THC è comunemente considerato “il cannabinoide che ti fa sballare”.

Oltre all’uso ricreativo, il THC ed altri cannabinoidi attivati, inclusi CBD e CBG, sono anche utilizzati per i loro effetti non psicotropi e negli ultimi anni sono stati oggetto di studi sempre più frequenti per determinarne il potenziale farmacologico. Le ricerche sono tuttora in corso, ma i cannabinoidi decarbossilati sono stati studiati ed utilizzati per affrontare numerose condizioni della mente e del corpo.

Al contrario, gli acidi cannabinoidici potrebbero essere indicati per le persone interessate ad usare la cannabis senza sballarsi. Sebbene siano state condotte pochissime ricerche su composti acidi come CBGA, CBDA e THCA, la tendenza verso un uso sempre più frequente dei “centrifugati verdi” sta attirando l’attenzione su questi cannabinoidi. Alcuni ricercatori sulla cannabis, tra cui l’acclamato dottor Ethan Russo, ad esempio, hanno anche parlato apertamente dei potenziali benefici particolari degli acidi cannabinoidici (Project CBD, 2020).

Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno i loro meccanismi d’azione ed i potenziali benefici, gli acidi cannabinoidici sono attualmente allo studio per il loro effetto su:

  • Dolore ed infiammazione (Palomares et al., 2020)
  • Batteri (Martinenghi et al., 2020)
  • Risposta immunitaria (van Bremen et al., 2022)
  • Agenti patogeni fungini (Radwan et al., 2009)

Per capire un po’ meglio le differenze tra cannabinoidi decarbossilati ed acidi, diamo un’occhiata più da vicino alla loro struttura chimica, alle applicazioni, ai loro effetti ed alla sicurezza.

Struttura chimica

A causa delle loro particolari strutture chimiche, i cannabinoidi in forma acida e decarbossilati probabilmente agiscono nel nostro corpo su differenti cellule con funzioni di recettori od almeno agiscono in misura diversa, soddisfacendo quindi esigenze e preferenze diverse. Allo stesso tempo, i ricercatori stanno oggi verificando se la combinazione di acidi cannabinoidici e cannabinoidi attivati possa offrire un approccio su due fronti per affrontare diversi problemi.

Applicazione

Uno dei modi più semplici per consumare cannabinoidi decarbossilati è fumare o vaporizzare fiori sottoposti a concia od estratti di cannabis (che rimangono illegali nella maggior parte del mondo). Gli acidi cannabinoidici, al contrario, provengono da materiale vegetale vivo che può essere consumato in forma grezza oppure spremuto. Anche se questo metodo potrebbe risultare più discreto dell’accensione di una canna o di un bong, richiede la disponibilità di piante di cannabis vive, che rimangono illegali nella maggior parte del mondo.

Effetti farmacologici

Come accennato, la nostra comprensione della cannabis è ancora agli inizi. Detto questo, i cannabinoidi decarbossilati sono stati al centro di molti più studi rispetto agli acidi cannabinoidici. Sebbene ci siano poche preoccupazioni sulla sicurezza degli acidi cannabinoidici, resta il fatto che sappiamo molto meno di questi composti rispetto alle loro controparti non acide. Per questo motivo, dovremmo quindi usare molta cautela quando speculiamo sui loro eventuali effetti.

Sicurezza

È noto che i cannabinoidi hanno una tossicità molto bassa, ma ciò non significa che siano tutti sicuri per qualsiasi individuo. Per questo, anche se i cannabinoidi, sia decarbossilati che acidi, sono comunemente assunti per scopi ricreativi e di benessere, sono necessarie ulteriori ricerche per verificarne la sicurezza prima di poter fornire qualsiasi consiglio per ciascun caso specifico.

Cannabinoidi in forma acida, decarbossilati e sintetici: Capire le differenze

Cannabinoidi In Forma Acida, Decarbossilati E Sintetici: Capire Le Differenze

Ciascun cannabinoide in forma acida, attivato o sintetico (creato in laboratorio) possiede specifiche strutture chimiche, effetti potenziali (positivi o negativi) ed utilizzi. Il mondo della cannabis è molto vasto e ci troviamo solo agli inizi della nostra comprensione delle numerose ed affascinanti potenzialità di questa antica pianta. Con il continuo progresso della ricerca sulla cannabis e sui suoi composti, aumenteranno anche i modi interessanti e sicuri di utilizzare la pianta per scopi olistici e ricreativi.

Steven Voser
Steven Voser
Steven Voser è un giornalista indipendente che si occupa di cannabis. È da oltre 6 anni che scrive articoli su tutto ciò che riguarda la marijuana: come coltivarla, come godersela al meglio, l'industria in forte espansione e il torbido panorama legale che la circonda.
Dichiarazione Di Non Responsabilità:
Non stiamo facendo affermazioni mediche. Questo articolo è stato scritto solamente per scopi informativi ed è basato su ricerche pubblicate da fonti esterne.

Fonti Esterne:
  1. Hazekamp, A., Simons, R., Peltenburg‐Looman, A., Sengers, M., van Zweden, R., & Verpoorte, R. (2004). Preparative isolation of cannabinoids from cannabis sativa by centrifugal partition chromatography. Journal of Liquid Chromatography & Related Technologies, 27(15), 2421–2439. - https://doi.org
  2. Martinenghi, L. et al (2020). Isolation, Purification, and Antimicrobial Characterization of Cannabidiolic Acid and Cannabidiol from Cannabis sativa L. Biomolecules 10(6). - https://www.ncbi.nlm.nih.gov
  3. Project CBD (2020, January 11). LIVE INTERVIEW: Ethan Russo, MD talks about CBG, cannabinoid acids, and the global CBD phenomenon [VIDEO]. Youtube. - https://www.youtube.com
  4. Palomares, B. et al (2020). Tetrahydrocannabinolic acid A (THCA-A) reduces adiposity and prevents metabolic disease caused by diet-induced obesity. Biochemical Pharmacology 171(11). 10.1016/j.bcp.2019.113693 - https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  5. Radwan, M. et al (2009). Biologically Active Cannabinoids from High-Potency Cannabis sativa. Journal of Natural Products 72(5). 10.1021/np900067k - https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
  6. van Bremen, R. et al (2022). Cannabinoids Block Cellular Entry of SARS-CoV-2 and the Emerging Variants. Journal of Natural Products 85(1). 10.1021/acs.jnatprod.1c00946 - https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
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